HONEGGER JOURNAL

EVENTI, MERCATI, INTERNAZIONALIZZAZIONE

ALLEARSI PER CRESCERE SUL MERCATO: ITALIA E GERMANIA A CONFRONTO

Fiera esterno Foto: Messe Düsseldorf/ctillmann

Il mondo delle fiere internazionali è sempre più complesso e collegato: i competitor tedeschi e francesi, ad esempio, sono dei veri e propri giganti a livello internazionale; al contrario invece, gli organizzatori italiani sembrano inferiori sia per dimensioni che per ricavi. Non bisogna dimenticarsi tuttavia che le istituzioni governative estere mettono a disposizione per i loro Paesi grandi finanziamenti ed investimenti per strutture, immobili ed eventi, mentre da noi non è così.
Non è possibile competere a livello di dimensioni, ma l’Italia lo può fare attraverso l’eccellenza che la contraddistingue da sempre, soprattutto nell’ambito della manifattura.

Un timido passo in avanti è stato fatto recentemente tramite il Decreto Crescita, attraverso il quale le Pmi che partecipano a fiere estere possono beneficiare di alcune forme di defiscalizzazione. Questo perché non si può sottovalutare un dato di fatto, ossia che il 50% dell’export italiano venga generato da contatti incontrati per la prima volta durante le manifestazioni. Altro tentativo è il progetto “High Street Italia”, che prevede la presenza delle aziende italiane in appositi padiglioni all’interno degli shopping mall di alcune metropoli (Seoul, Osaka, Shanghai e Mumbai). La strategia migliore, per quanto riguarda il sistema industriale italiano, è uno ed imperativo: fare sinergia, unire le forze per riuscire a fronteggiare il mercato internazionale.

A tale proposito, risulta interessante vedere come gli enti fieristici tedeschi stiano affrontando le nuove sfide della globalizzazione a livello fieristico: da Düsseldorf ad Hannover, passando per Monaco e Francoforte, organizzatori e comprensori si dimostrano in grado di gestire un mercato in espansione sempre più complesso, rafforzando la loro presenza all’estero tramite eventi “light”, poche fiere tradizionali e focus sugli eventi B2B ad alto tasso di specializzazione. La clientela si trova così fidelizzata, soprattutto grazie all’alta qualità del networking che si viene a creare tramite la partecipazione a fiere: da qui al passaggio verso la frequentazione di eventi spin-off nel mondo il passo è breve, per cui anche manifestazioni in Cina, Medio Oriente o Stati Uniti hanno la loro importanza se organizzati da qualche ente tedesco. Questa è la linea seguita appunto dalla Germania, che si è dotata di “branch” in Italia diventando una presenza discreta – attenta a non entrare in conflitto con gli enti fieristici nazionali - ma fondamentale, nel nostro Paese.

Le città tedesche, consce del loro potere economico, non si cannibalizzano tra loro ma si specializzano in settori diversi, ciascuna con le proprie fiere specifiche che si svolgono secondo tempistiche differenti. La cosa più importante da segnalare è che da oltre trent’anni, a livello federale, in Germania si è deciso di puntare sulle fiere come strumento di penetrazione commerciale per l’industria manifatturiera nei mercati emergenti, e per questo gli enti fieristici godono di ingenti risorse economiche anche per l’organizzazione di eventi strutturati all’estero.

Una strategia dunque, quella tedesca, che il nostro Paese deve assolutamente prendere ad esempio per poter crescere economicamente nei prossimi anni, puntando all’unione di enti e non alla frammentazione per dimostrare la propria (piccola) superiorità nei confronti di altri organizzatori limitrofi.

FONTE: Il Sole 24 Ore -https://www.ilsole24ore.com/art/la-carta-alleanze-crescere-mercati-globali--ACekDzN; https://www.ilsole24ore.com/art/l-invasione-leggera-tedeschi-italia-ACSemhK

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