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SINGAPORE, IL PAESE MIGLIORE PER INVESTIRE IN ASIA

Marina Bay Sands Singapore Foto: Pixabay/CC0

Singapore è una città-stato del sud-est asiatico tra le più importanti per quanto riguarda i rapporti economici e commerciali con l’occidente. Lo Stato ha compiuto 50 anni nel 2015: con un’età relativamente giovane, si parla in ogni caso di mezzo secolo di miracoli economici realizzati con un sapiente mix di intervento pubblico, libero mercato e paternalismo confuciano. Tra gli Stati più ricchi al mondo, Singapore è anche l’unico a non aver mai cambiato partito politico, il People Action’s Party, che governa grazie al 70% delle preferenze. Negli ultimi anni sono stati varati diversi programmi a sostegno della popolazione anziana, della classe media e delle PMI. Come risultato, ora Singapore gioca un ruolo più attivo anche nel panorama internazionale: entro il 2030 i lavoratori stranieri saliranno da 1,6 milioni a 2,3-2,5 milioni; allo stesso modo, cresceranno anche i residenti stranieri: l’immigrazione è fondamentale per sostenere la crescita economica di una società con bassi tassi di natalità. Tra le sfide principali oggi c’è quella di difendere il vantaggio competitivo che ha portato Singapore ad essere la prima scelta degli investitori stranieri, soprattutto occidentali, che operano nei settori farmaceutico, tecnologico-medico, aerospaziale, energetico-rinnovabile, ingegneristico e di precisione.

GLI INCENTIVI PER LE AZIENDE CHE INVESTONO A SINGAPORE



Singapore offre politiche di incentivazione degli investimenti molto competitive, e rappresenta una piattaforma avanzata per le imprese che desiderano operare nel sud-est asiatico. Il 3 novembre 2016 è stato firmato un accordo tra il Paese e l’Italia, che prevede uno scambio automatico di informazioni finanziarie tra le autorità fiscali.
Per poter accedere al mercato locale ci sono tre vie: l’ufficio di rappresentanza, la filiale e la costituzione di una Private Limited Company. L’ufficio permette alle aziende straniere di condurre ricerche di mercato e studi di fattibilità; non ci sono strutture societarie, cosa che consente il contenimento dei costi di apertura e gestione. Principale svantaggio invece consiste nel divieto di svolgere attività di natura commerciale. La filiale invece consente alla società straniera di svolgere una o più attività comprese nell’oggetto sociale della società madre, con costi inferiori rispetto ad una Pte Ltd. Quest’ultima infine consente alla società straniera di accedere al mercato locale mediante una società con personalità giuridica, fruendo del beneficio della responsabilità limitata, suo principale vantaggio.

INCENTIVI PER LE AZIENDE: L’EDB


Ulteriori incentivi per le aziende vengono proposti dall’Economic Development Board (Edb), ente preposto alla valutazione e al supporto di progetti di investimento locali e internazionali a Singapore. I principali progetti promossi sono l’Headquarters Award, il PioneerIncentive che comporta uno sgravio fiscale e il Research Innovative Scheme, grazie al quale l’Edb modula strumenti di supporto specifici.
Dal punto di vista fiscale, l’aliquota applicata alle società con sede a Singapore è pari al 17%. Lo Stato asiatico offre diverse agevolazioni da questo punto di vista alle società risiedenti sul territorio: ad esempio, il regime fiscale per start-up in cui una persona fisica sia titolare e beneficiario ultimo di una partecipazione di almeno il 10%, prevede per i primi tre anni l’esenzione di imposta sui primi 100.000 dollari di Singapore. Fino al 2018 saranno inoltre disponibili i finanziamenti dedicati alle aziende che compiono investimenti per favorire aumenti di produttività e innovazione.

LA SITUAZIONE ECONOMICA A SINGAPORE



I pericoli per Singapore oggi arrivano dall’invecchiamento della popolazione e dagli scricchiolii dei pilastri dell’economia, il settore manifatturiero e l’elettronica. Dopo la leggera recessione del 2009 il Pil è rimbalzato del 15,2% nel 2010, mentre per il 2017 ci si attende una crescita compresa tra l’1% e il 3%.
Singapore ed Unione Europea hanno concluso i negoziati per il trattato di libero scambio il 17 ottobre 2014; esso viene considerato un accordo misto, dove le responsabilità vengono condivise da Governi nazionali e Unione. Singapore, in quanto membro dell’ASEAN, ha pochi rivali come hub per operare sul territorio asiatico, ancora di più se si considera come il suo principale competitor, Hong-Kong, sia ora “offuscato” dalla presenza cinese. La città-stato, seppur costosa, offre anche la possibilità di portare gli impianti produttivi in Malesia, facilmente raggiungibile. I settori più dinamici sono oggi il biomedicale, farmaceutico, agroalimentare, energetico avanzato, costruzioni e nautica.

SINGAPORE E LE FIERE INTERNAZIONALI



Lo Stato asiatico non si propone solamente come base per le unità produttive straniere, ma anche in qualità di polo fieristico internazionale. I tre principali settori di cui si occupa anche la nostra azienda sono medicale, antinfortunistico, vitivinicolo, con altrettante fiere: Medical Fair Asia, Os+H Asia, Prowine Asia. Il mercato asiatico offre da tempo innumerevoli vantaggi per le PMI italiane che desiderano intraprendere un percorso di internazionalizzazione; per qualsiasi informazione in merito, non esitate a contattarci!

Fonte: ilsole24ore.it
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