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NASCE IL PATTO PER L’EXPORT, NUOVI SOSTEGNI PER LE PMI ITALIANE

Patto per l’Export foto: freepik
L’emergenza Covid-19 ha portato con sé diverse conseguenze per le imprese italiane: molte di loro infatti hanno dovuto chiudere l’attività durante il periodo di picco della pandemia; altre invece, lavorando meno del solito, sono state costrette a ricorrere alla cassa integrazione per i dipendenti. Nonostante la situazione critica, si rende necessario ora riprendere il lavoro per non incorrere in un’altra crisi, ossia quella economica. Ecco dunque che il governo ha messo a disposizione delle Pmi italiane diversi bonus e agevolazioni per aiutare gli imprenditori nella graduale ripresa del loro business, fino ad arrivare ad un vero e proprio “Patto per l’Export”, che include la promozione del made in Italy tramite il sostegno alle fiere internazionali.

Sul magazine Innovation Post è stato pubblicato recentemente un articolo molto interessante ed esaustivo sull’argomento. Il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio si è fatto promotore di questo Patto per l’Export, che è stato subito accolto positivamente e firmato dai Ministri competenti e dai Presidenti delle diverse associazioni di categoria, tra cui Carlo Bonomi (Confindustria), Carlo Sangalli (Unioncamere) e Giovanni Laezza (Associazione Esposizioni e Fiere Italiane). Tale patto ha come obiettivo principale rispondere alle richieste di coordinamento e trasparenza in relazione alle norme per l’export, ed è formato da sei pilastri strategici:

1. Comunicazione: realizzazione di campagne di promozione del Made in Italy e di tutte le sue filiere, con un focus particolare sulla qualità che da sempre ci contraddistingue. Tale comunicazione dovrà avvenire in modo massiccio sulle piattaforme digitali, coinvolgendo anche personalità note al grande pubblico.

2. Promozione integrata: alcuni settori del Made in Italy sono noti al mondo. Design, Food e Fashion rappresentano un marchio riconoscibile da tutti all’estero, ma quello che si vuole integrare ora nella promozione riguarda l’eccellenza italiana nei settori innovativi ad alto contenuto tecnologico (es. meccanica avanzata, industria aerospaziale, green economy, economia circolare) e l’integrazione verticale della domanda di Made in Italy.

3. Formazione/Informazione: si vuole qui guardare alla cultura digitale delle Pmi, per cui verranno offerti corsi online e si investirà sulle competenze dei Temporary Export Manager + Digital Manager. Un primo strumento di formazione è l’e-book per l’internazionalizzazione, messo a disposizione dal Ministero degli Esteri.

4. E-commerce: il Patto per l’Export punta a numerose intese con piattaforme digitali internazionali, secondo la formula “più contratti, più prodotti, più paesi”. L’approccio che le Pmi dovranno dunque privilegiare sarà di tipo online-offline, misto; gli intermediari digitali aiuteranno poi le imprese ad accedere ai servizi online.

5. Sistema fieristico: è previsto un ampliamento dell’utilizzo della finanza agevolata per la partecipazione delle Pmi alle fiere internazionali, oltre a lanci di programmi speciali per buyer e Vip stranieri che prevedano la visita delle fiere. Il settore fieristico deve assolutamente essere modernizzato in termini di digitalizzazione: l’organizzazione di eventi B2B virtuali e promozione della partecipazione di startup alle fiere internazionali dovrà svilupparsi ulteriormente, fornendo nuovi spunti di partecipazione alle aziende.

6. Finanza: impegno a potenziare le risorse per i finanziamenti agevolati e per i sistemi di garanzia.

Il Patto per l’Export è stato creato innanzitutto affinché le imprese avessero un punto di riferimento nazionale, sia per quanto riguarda la comunicazione che per il coordinamento e l’esecuzione vera e propria di azioni finalizzate al miglioramento del settore delle esportazioni. Tutto ciò grazie anche ad un monitoraggio trasparente, che permetta la condivisione periodica dell’evoluzione delle politiche, strategie, azioni e programmi da parte del Ministro degli Esteri.

Le soluzioni individuate servono per fronteggiare le difficoltà del nostro Paese e delle Pmi: dalla riduzione di quote di mercato a causa dell’emergenza Covid-19, alla necessità per le nostre Pmi di un’urgente digitalizzazione delle proprie attività commerciali, fino al grave blocco fieristico che ha comportato il rinvio o la cancellazione di numerose manifestazioni internazionali previste nel 2020.

I soggetti firmatari di questo Patto per l’Export verificheranno l’attuazione di tali iniziative con cadenza mensile; le prime a partire saranno quelle dedicate al sostegno del sistema fieristico, sia per ampliare le intese nel mondo con la GDO e le piattaforme internazionali di e-commerce, sia per favorire in generale l’accesso delle PMI all’economia digitale.

È dunque con un cauto ottimismo che ci avviamo verso una nuova strada per l’export italiano e per le fiere internazionali: non solo luogo di incontro fisico tra le persone, ma anche occasione di scambi che potranno continuare anche tra una manifestazione e l’altra grazie all’utilizzo del digitale e delle piattaforme e-commerce. Siamo infatti convinti che non ci sarà mai una vera e propria sostituzione dei meeting di persone, in quanto la fiera è uno strumento irrinunciabile di business internazionale; il settore delle tecnologie digitali integrerà tutta una serie di offerte che si riveleranno utili nei momenti di stacco tra una fiera e l’altra.

A partire da settembre, molte delle manifestazioni da noi organizzate riprenderanno il loro corso regolare: da Caravan Salon (5-13 settembre) a Beauty (18-20 settembre), fino a Medica e Compamed (16-19 novembre): per ulteriori informazioni, non esitate a contattarci.

Fonte: Innovation Post

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