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EVENTI, MERCATI, INTERNAZIONALIZZAZIONE

COME SI PRESENTA IL MONDO DEL BUSINESS INTERNAZIONALE OGGI?

business internazionale oggi Foto: Freepik
La pandemia Covid-19 ha contaminato tutto il mondo imponendo un blocco che ha interessato tutte le aree geografiche in termini di produzione, economia, lavoro, società e tempo libero. Davanti ad un avvenimento così impattante, diventa inevitabile pensare al cambiamento e alla sua gestione, reagendo e creando le condizioni propizie per adattarsi alle nuove circostanze.

IL VERO LEADER? HA CAPACITÀ DI REAZIONE E ADATTAMENTO



Una buona leadership viene infatti testata proprio durante i periodi di crisi, quando il leader ha due opportunità: aspettare che la tempesta passi, oppure rimboccarsi le maniche ed iniziare a lavorare per garantire appunto le condizioni di sopravvivenza prima e sviluppo poi, nella nuova normalità. Si rivela dunque necessario focalizzarsi sui nuovi modelli di business e comprendere quali possano essere i cambiamenti che attraverseranno i mercati, unitamente al vantaggio competitivo che potrebbe portare una nuova strategia: bisogna dunque puntare alla capacità di reazione e cambiamento, poiché il business si riprenderà con una nuova normalità solo per quelle aziende che saranno pronte ad affrontare mercati più competitivi e selettivi. Ecco dunque che anche l’internazionalizzazione riprende il suo ruolo centrale per i nuovi business delle nostre aziende, solo a patto però di comprendere quali siano i mercati che attualmente si prestano ad un percorso di affari grazie alle loro condizioni attraenti.

L’ESEMPIO DEL GIAPPONE: IL MODELLO DELLE “3C”



I diversi Paesi nel mondo stanno dimostrando le loro capacità adattative al nuovo contesto mutato: in Giappone ad esempio si è reso necessario rivedere il modello classico di capitalismo, in favore delle cosiddette “3C”: per poter fare business, bisogna evitare gli spazi chiusi (Closed), posti affollati (Crowded) e incontri ravvicinati (Close), con la finalità di massimo contenimento delle interazioni fisiche tra le persone per evitare una nuova diffusione del virus. Di fatto le 3C modificano il comportamento delle aziende e dei consumatori, riducendo ogni interazione: il Giappone è ancora chiuso ai Paesi esteri, ma il mercato del lusso si è già ripreso tanto che nel secondo semestre del 2020 si passerà da una previsione di declino ad una stabilizzazione dei consumi.

LA SORPRESA VIETNAM, COVID-FREE COME LA NUOVA ZELANDA



Uno dei Paesi a presentarsi ora come tra i più sicuri è il Vietnam: esso è infatti in target per raggiungere alla fine del 2020 una crescita del Pil del 5%, nonostante l’emergenza mondiale della pandemia. Questo si potrebbe verificare in virtù del fatto che il governo abbia attuato un pronto contrattacco al Covid-19, ponendo immediatamente la popolazione in lockdown, molto prima rispetto ad altri Paesi, ma allo stesso tempo mantenendo una comunicazione chiara e trasparente. In questo modo, il Vietnam si è guadagnato la fiducia di molti investitori esteri e, cosa non meno importante, al momento è uno dei pochi Stati Covid-free insieme alla Nuova Zelanda. Samsung è oggi il principale investitore estero in Vietnam, con ben 17 miliardi di dollari: le linee di produzione degli smartphone sono state infatti spostate dalla Cina a qui.

IL PUNTO DELLA SITUAZIONE SUGLI USA



Gli Usa sono stati duramente colpiti dalla pandemia, ma i modelli di ripresa economica sono ottimisti anche nei confronti della maggiore potenza mondiale. Ovviamente in tutto ciò influiranno l’esito delle elezioni presidenziali di Novembre e l’andamento della curva epidemica nei prossimi mesi, ma segnali positivi si hanno in diversi settori dell’economia, a partire dal settore aereo con i voli interni in aumento.

Il Covid-19 sarà ricordato a lungo come un evento storico che ha posto i mercati globali sotto un forte stress, in quanto l’interconnessione era ormai un fattore innegabile. Anche dopo il lockdown mondiale, Usa e Cina rimangono i due mercati globali più importanti; un’altra tendenza ad emergere come non percorribile oggi è quella del backtrack dal globale al nazionale, secondo una filosofia protezionistica: sempre per merito delle interconnessioni, ciò non è più possibile a causa dei costi enormi che un ritorno al passato comporterebbe per le aziende e i governi: creare nuove filiere produttive oggi è infatti improponibile, e l’internazionalizzazione rimane il driver principale di crescita per le Pmi.

Sarà necessario però che le imprese diversifichino le loro strategie di internazionalizzazione, cavalcando il cambiamento per trasformare la cultura aziendale rispetto alle nuove esigenze dei mercati. Una buona via di contatto che sembra aver preso posto accanto – ma senza sostituire! – l’evento fisico è il meeting virtuale: le aziende infatti si stanno organizzando, parallelamente ai loro incontri in fiera, per potersi dare appuntamento in giornate prestabilite e incontrare simultaneamente i buyer potenzialmente interessati ai loro prodotti. Diverse novità sono quindi in arrivo!

FONTE: ilgiornaledellepmi.it
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